Poesie 1

Ci vuole una disciplina  costante

nell’evoluzione del mutante:

fare cose nuove senza disfarle.

 ********************

AMAZONICA

Coi miei alberi eroici

mi trovo disarmata

in mezzo agli orchi.

PRIMIGENIA

Trovare un’erba primigenia

oltre le stagioni

dell’uomo distrutto.

ATTENTO…

Attento ai miti!

 Sono mine che ti

 scoppiano in faccia.

(Viaggiatori solitari

 nell’eco mai spenta

 diamo fuoco al vento)

*******************

GRIFONI DERISI

Si alza una musica incredibile

Da quei luoghi squallidi di relegati:

Un’armonia superiore

Di cui il mondo ha paura.

Ho conosciuto quaggiù

Esseri troppo ufici

Per pensare al pane,

Nani parlanti linguaggi extraterrestri

Grifoni derisi.

****************

L’ASSOLUTO COME POESIA

Apri bene le tue braccia

quando senti che la terra

ti manca sotto i piedi.

 Io non ho mai abbandonato

l’assoluto come poesia –

Prendi su i tuoi pezzi di vetro

misurali con l’arcobaleno.

L’ultimo germoglio viaggia giusto così

senza radici

come il tuo ultimo spiraglio.

[Frammento 21: echi virgiliani] –

La vita era ovunque nei boschi:

(Di noi non si consuma

Ciò che non è dato per scontato.)

MIA SOLITUDINE…

La solitudine

in pensieri d’amore:

quando resto solo

mi sento eroico.

DILUVIO

Sono una cavalletta speciale:

ho il diluvio nel cuore.

***************

Chiaroscura

se ne va cicala

lasciando pure ambigua

la sua difficile impronta

di formica.

IL PASSAGGIO

Il passaggio più lacerante

nell’uomo:

dalla scimmia all’angelo.

*******************

Per chi al futuro
appartiene
fatto mi sono
fata
nell’agonia di Gea..

 ***********************

Sguardo fulcro di piaghe,
e chi le può nascondere?
Speranza, che sul finire
non risulti follia..
Ascolto il fischio doloroso
dell’acqua nella ruggine,
schioppettìo insopportabile
della ragione tormentata:
ma quanti moriranno
ancora disperati?

****************

I tuoi occhi di brina, amico mio,
sono un riflesso del giovane inverno:
guardiamoci insieme all’intorno
per non tagliarci coi vetri rotti..

(A.G. “Il sole di Mezzanotte”, Ed. Rebellato)

*******************
Non resta traccia di nessuna parola.

Non resta traccia della solitudine,

ma resta traccia solo di un Solitario

che sognò un risveglio.

(A Massimo Binazzi, sepolto ad Assisi, dovunque si trova)

******************

ANDROGINO

la poesia è un atto di carità

che ferisce l’orgoglio

dell’uomo medio.
L’immagine dell’androgino

tortura l’uomo medio

che invoca ottusamente

l’eterno femminino.

 

 

14 risposte a Poesie 1

  1. helios2012 ha detto:

    Le mie poesie preferite 😉

  2. helios2012 ha detto:

    Più che una cavalletta speciale (che ha il diluvio nel cuore… ) mi sembri una lumaca nel rispondere 🙂

    Davvero hai nuove poesie? Aspetto ansiosa di leggerle.

    • sono nuove però non proprio inedite in quanto sono già parecchio lette, almeno sul web, una delle più lette è per es. “Ho paura” dove c’è anche un mio commento abbastanza insolito a spiegazione.. Ti direi il sito di poesie dove potresti andare a leggerla, ma preferisco postartela qui tra poco.

  3. Ho paura delle stelle, soprattutto
    quando si manifestano pienamente
    in una distesa troppo vasta tra verticale
    e orizzontale, come se fosse un Far-West divino.
    Ho paura delle stelle, Gesù, perché non
    mi sento mai abbastanza amalgamato al cosmo?
    Come se fosse lassù
    tutto più freddo e più duro delle pietre, soprattutto quelle
    che compongono i frammenti volanti di un gigantesco asteroide.
    Ho paura di tutti i frammenti perniciosi per noi, di corpi cosiddetti celesti
    che fluttuano nel cosmo – e noi non ne sappiamo niente di niente.
    Guardo tutte le stelle dispiegate nelle serate isolane, nelle grandi nottate
    di gala celesti , quindi le ammiro ogni volta
    con lo stesso stupore infantile, poi fingo di dimenticarle
    perché mi fanno sempre un po’ di paura: troppo grandi, magnetiche,
    luccicanti e vicine – o troppo piccole e distanti.
    Ho paura di tutte le stelle, mica posso cuocerle in un
    tegamino come frittelle. Non le sento amiche ma neanche nemiche:
    loro sono un’altra cosa; credo che di noi
    non gliene freghi niente, però forse mi sbaglio, vorrei
    sbagliarmi – ci vuole un vino nuovo, un po’ frizzante,
    un additivo insomma ad arte (non metterla mai da parte)
    Non puoi stare qui depresso con le mani in mano,
    freddo anche nel cuore… altrimenti anche le stelle
    per tuo conto (e con i loro trip) si spengono, e addio…

    (Poesia apparentemente semplice ma che si svolge quasi d’istinto su tre o quattro piani differenti…Una chiave di lettura potrebbe cmq essere la seguente: Ci vuole un additivo… come dire che razionalmente è più difficile accettare stelle e cosmo, e soprattutto illudersi di essere accettati, uno per uno, tutti quanti esistenzialmente. Perciò occorre cmq liberarsi, aprirsi alle così dette porte dell’universo: per sentirsi anche emotivamente “parte del tutto”, anche se si muore soli e – si vive troppo spesso molto soli, davvero isolati da tutto il resto, pur non desiderando affatto la prigione di un solo destino, spesso senza la reale possibilità di cambiarlo o insomma senza credere che sia possibile uscire dai vicoli ciechi in ogni senso, o anche solo da un senso vietato).

  4. helios2012 ha detto:

    Più che una poesia (che mi sembra inconsueta nel tuo modo di scrivere che di solito esprime tutto in poche righe) mi è apparsa come uno sfogo poetico.

    Mi rotolo spesso nei dubbi….ma credo che , nonostante tutto , entrambi abbiamo la fortuna di avere la consapevolezza di essere parte integrante della natura e la capacità di interagire con il ‘tutto’ che ci circonda : cosmo compreso.

    Ci si stordisce spesso in mezzo alla folla senza accettare la solitudine e il silenzio che il più delle volte ci circonda in mezzo a tanto ‘rumore’.

    Si muore soli, è vero, senza comprendere che spesso abbiamo vissuto una vita in completa solitudine, anche se circondati da gente . Tanto vale essere consapevoli di questo : si riescono ad individuare meglio gli spiragli di luce che attraverso le ombre della solitudine ti appaiono . 🙂

  5. Mi è venuta così, non sempre sono breve… grazie per la tua sincerità che è poi anche per ciò stessa/o un consiglio, e – come ben sai – i tuoi consigli mi sono sempre molto utili. Te ne invierò qui alcune brevi… ciauz (e la dermatosi cronique?)

  6. helios2012 ha detto:

    Anche le tue poesie mi sono molto utili : cibo per l’anima.

    Se ti raccontassi della dermatosi non ci crederesti. 🙂 Dopo essere stata ovunque mi è passata con una crema che ho comperato in erboristeria. Probabilmente lì dentro c’è un componente che mi ha risolto il problema 🙂 Roba da non crederci ….

  7. sono felice per te, così immagino che tu ora sarai bene in pista..come un tempo prima del malanno…

  8. giulinialberto ha detto:

    Nel futuro

    cosa vuoi che resti?

    Un cartoccio di povere cose,

    pochi stracci di ciò che si era.

    Se tu non credi nell’uomo

    non credi neppure in Cristo

    né in Budda o nel Daishonin;

    se non credi nella speranza

    di un mondo a venire,

    se non credi all’essenza

    più che all’apparenza: ma…

    l’essenza dev’essere ora

    più trasparente e leggera

    qual brezza mattutina

    come per incanto trasportàti

    su alta montagna.

    Questa proviene da: Poesie di Alberto Nicola Giulini http://www.poesie.reportonline.it/poesie-di-alberto-nicola-gi

  9. ovvero: alberto nicola giulini ha detto:

    Dalle atroci maschere
    e dalle ombre più contorte,
    a volte calme ma tante volte sconvolte,
    ugualmente (parimenti) vo’ scavando nell’aria
    questa piccola parte assoluta
    di cielo discontinuo, striato, imperfetto
    per testimoniare i patimenti sulla terra
    di chi come me un po’ gioisce
    d’aver giocato – quasi fosse un gioco, serio –
    con il sinistro sogghigno della morte,
    sulla salmastra terra grigia o rossonera…
    Un po’ anche salmodiando questa
    imperfetta preghiera.

    • Ogni notte nel sonno
      nella polvere d’un qualche rimorso

      però senza tanti rimpianti

      restituisco questo
      corpo del reato

      d’esser nato.
      (albert, giugno2015)

      • helios2012 ha detto:

        Se sono poeta o attore non è per scrivere o declamare poesie ma per viverle. Quando recito una poesia si tratta della materializzazione corporea e reale di un essere integrale di poesia.

        Antonin Artaud 🙂

      • Dunque sarei un poeta-filosofo?
        Nel sogno però mi manca il diadema chissà dove smarrito,
        quand’ero diverso dal pover’uomo che oggi mi sento…

        Anche se magari fossi stato semidio
        nei miti dell’antica Grecia –

        o una semplice-bellissima-rosa di Pieria,
        profumata quanto basta per un lui o una lei che
        in quel preciso momento mi colse.
        (Tempio P., vicino-agriturismo-de andrè, 2015)

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