Caos, intonaco e sepolcri imbiancati (nel tempo del folle sciupìo)

Un amico di Reggio nell’Emilia mi ha scritto, a proposito di messe (attuali) e chiese: “La fede come la religione vanno prese a gocce un po’ per volta, altrimenti invece che fare bene fanno un’overdose da schianto”. – Come dargli torto? Così come non posso però dar torto a papa Francesco che augura ogni bene e non soltanto al cosiddetto popolo di Dio.

Esiste da sempre, più o meno perennemente, una Cognizione del dolore come ben scriveva il maestro Carlo Emilio Gadda; ma x la legge attuale dello scompenso e dello Scompiscio – non esiste più una cognizione del tempo, a partire proprio dal tempo atmosferico, che, assai avvelenato ovvero pregno di veleni e gravi dis-sapori – continua a cambiare nel corso di una stessa giornata; la gigantesca trottola che appare il mondo, sovrappopolato e sempre più parodia scimmiesca, continua ad andare avanti e indietro in una specie di agonia senza fine, anch’essa senza scampo, poiché in verità stiamo sopravvivendo in un tempo praticamente morto. – La terra, anzi il mondo a cui tutti ambiscono, anche per tali motivi ha finito per diventare ‘terra di nessuno’, giace ormai da decenni – e non soltanto per la bestialità del genere umano – in una sorta di ‘nuova’ barbarie dove non esiste più da un pezzo né il moderno né il post-moderno. Ma le società ovvero i consorzi umani generalmente non possono rendersene conto, perché non ne sono consapevoli; in genere i loro capi, che sono tutto meno che illuminati, godono dell’ottusità di troppa gente; nessuno è comunque immune dai cancri o anche solo dalle calvizie incipienti. – Per concludere dunque questo… ‘post’ , non saprei se – in definitiva – appartengano di più al “folle sciupìo” i tempi attuali, nei quali mi trovo a sopravvivere come una specie di monaco certosino, anzi apolide ovvero sempre anarcoide e libertario; oppure, forse eran più folli gli anni del cosiddetto miglior delirio? quando ero giovane e ingenuamente incantato – non disincantato come ora, costretto dagli eventi come da aspri conflitti di varia natura, ad aprire un po’ gli occhi – anche fuori da un antico Sogno poetico, che fu sempre leale con me – et non ambigua garanzia di vita.

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