Così tanto..

Mi abbandonano per così poco o per così tanto  –

vanno a fare lunghe camminate o lunghe, esasperanti nuotate – Eppure

Non succede mai nulla (di rilevante) nella ripetizione dei gesti – solo un modesto tedio; non nuoto quasi più, mi  lascio trasportare in fuori dalla corrente – afflitto come sono, pigro

sosto nel mare come un balenottero inappetente; anche se spesso mi porta  fulmìneo, con le sue grandi ali, del pesce con cui cibarmi,  il povero albatros di Baudelaire… Insomma,

rifiuto quasi di muovermi tra montagne sottomarine: mi rinfresco lasciandomi trascinare dalle varie correnti – non impedisco affatto l’Oblìo – che sarà per tutti il finale verdetto – Vorrei essere la cattiva coscienza del mio vicino – per scuoterlo come… per non diventare

cenere come lui -l’ap/parente troppo vicino.

Perciò non sopporto gli scrittori che

ancora credono che scrivere sia come camminare un po’ di corsa, ROUTINE,

oppure giocando a pallanuoto – in italia come in P-russia…

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Informazioni su Alberto Nicola Giulini

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