Povertà nel mondo

l’anima scondita

da ciechi cuochi

alla mensa di tutti

i poveracci questuanti…

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senza-Titolo

Una lei&lui voleva sapere da dove provenivo… Così risposi loro con un linguaggio un po’ arabo ovvero arabescàto: “Provengo da una specie ulteriore di ‘Blade runner’ e sto semplicemente in attesa dei giorni del final-Giudizio – bevendo birra bionda nella nebulotica giostra quasi invisibile che gratta il cielo d’una domenica mattina nella città-fantama-gorica et goticale…”

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optional (variante)

Da molto tempo la mia vita è diventata un optional:

tuttavia mi tocca dover quasi sempre assecondare

il disegno (ossia un destino – per la verità non totalmente avverso)

di un tale che può senz’altro essere uno dei miei molteplici ‘io’…

Così sopravvivo mio malgrado – sentendomi spesso raggirato…

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optional-3°

La mia vita da gran tempo

è diventata un optional…

Tuttavia, non posso restituire ancora

questo corpo del reato

d’esser nato.

 

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Ciao, mondo

(articolo con 1254 commenti su ex-blogTiscali)

nel 2009(Benvenuto ad un  blog davvero molto anomalo, specie coi tempi-standard che corrono…)

 

Ho sempre amato molto tali versi di un poeta polacco, anche se mi riesce molto spesso troppo difficile metterli in pratica – in questo attualmente ‘mestiere di sopravvivere’ che deve risultare anche la scrittura:

“Egli dall’immondo strepito

di parole slabbrate, salva

poche frasi austere e chiare.”

(Czeslaw Milosz, premio Nobel 1980)

Altro concetto che ho fatto mio, immagino filtrato da Dalì: “IL DNA del genio è UNICO, NON SI RIPRODUCE, E AFFIDA SOLO ALLE OPERE LA SUA SPERANZA DI ETERNITA’”.

Questo blog non è tanto un concetto-astratto ma  un insieme caotico non stucchevole di pensieri-miscelati ad arte (che non viene qui mai messa da parte…) – da Alberto N Giulini, abbastanza anziano quanto occorre, eppure si  considera un assai giovane-artista ‘rosacrociano’: e questo è un concreto dato di fatto. Riporto tra breve quanto è stato postato su di lui nei ‘dintorni’ di Wikipe’… – Però, prima devo riportare un antico maestro che ci diceva: “Se tu ora vivi come morto –  allora sì che vedrai come tutto va bene”; noo, non va tanto bene – perché intanto continuo a sopravvivere nel e pe’l ricordo di tutte le donne con cui ho avuto benomale un qualche fagotto – a volte fagocitante – di rapporto: i loro occhi zuccherini, certe occhiate poi al veleno e frasi taglienti…Tutto per dei favi di miele…dove non si potea mai fare il così-detto nido. – E poi cmq – fin dal principio accanto al sottoscritto v’è ben-altra Donna, in fondo la più umile di tutte ed una delle più eroiche-pressoché sconosciuta: la Poesia, tenacissima amazzone ecc. con la sua faretra e la cornucopia carica di doni… Perché la poesia appare un po’ come una religione: ti fa credere nell’invisibile, ossia ti sviscera delle dimensioni a loro modo ‘quantistiche’ – che di solito non possono essere granché percepite da e con sensori-mortali, di natura troppo materiale. – Mi ha fatto ridere “mazza-il-pirata”: “Chi usa i filtri di instagram credendosi fotografo oppure chi ha la tipica foto dei piedi in una spiaggia – questa nave-ebbra è troppo potente&folle per uno come lui e rischia di farsi male. Perciò glielo dico spassionatamente: se ne dovrebbe andare e non tornare qui“.

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Alberto (Nicola) Giulini/Sandbox /Wikipedia:

Figlio di nobildonna-decaduta, ingiusta&vanitosa, e di un avvocato-gentiluomo lombardo, è uno [dei rari poeti italiani viventi]  che potrebbe magari risultare perfino dal “respiro internazionale”. Divenuto oltretutto un blogger abbastanza noto, specie per l’insieme dei suoi c.a. 280 articoli autobiografici in una sorta di ‘pastrufàzio’ storico-poetico – “L’inquieto risveglio” – scritto in un italiano che non è certo da buttar via (dato che prima di tutto è la lingua di Dante e di Leopardi) – dunque seguìto in tutto il mondo, da cui riceve centinaia di commenti quasi tutti cmq rigorosamente in inglese, come questo tanto per fare un esempio: “Very rapidly this website will be famous amid all blogging people, due to it’s good content”. – Tuttavia Giulini ha un carattere ombroso e schivo, anche se non propria-mente tenebroso, spesso semmai appare lapidario&laconico: “come una diva del muto” recita una sua poesia – si sente remotamente attratto da un futuro ‘in-audito’ ovvero ignoto&quindi ancora raramente udito né osato… – Descrive suo padre così: “Uomo senz’altro generoso, capitano degli alpini, alzava sempre il gomito pur non reggendo affatto l’alcol: purtroppo l’ho sempre sentito gridare contro i sordi muri del suo pianto antico… Ebbi tra l’altro l’onore di conoscere il suo collega De Mojana, cultore di Rossini e Wagner, che fu poi eletto principe dell’Ordine di Malta”.

Racconta inoltre Alberto Giulini: “Tutti coloro che si sentono, benomale e spesso anche con successo, inseriti nella società-attuale, amano scrivere e parlare delle loro carriere più o meno pubbliche… Invece per me la “carriera” consiste essenzialmente nella sfera intima, poetica…su cui certo non soltanto l’inconscio ha giocato&giostrato quasi tutte le sue carte.  Il poeta, sfuggendo appunto a  coatte classificazioni, cresce con l’impegno interiore di seguir le tracce degli epigrammisti latini, quindi di Lucrezio(…) fino a Dylan Thomas, Sandro Penna , Alda Merini, al pittore Gianni D. di “Miracolo di luci volando”, quindi Alberto Burri ecc…”. –  Dopo l’anteprima di “Orestiade africana” di Pasolini, presentata a Milano dallo stesso regista, Giulini descrive così  una fatal scena “dal vivo” più unica che rara: “Mentre l’artista friulano avanzava, fuor dal Collegio Decimo-terzo, sulla sua nuca (dove poi a morte fu colpito) vidi brillar delle bibliche-lucette simili ad un piccolo-ardente roveto alieno”; (lo stesso punto del corpo, infatti, dove poi il Maestro di Casarsa venne gravemente ferito – prima d’essere ucciso).

Racconta poi tra il serio e il facèto: “Non mi considero tanto uomo d’oggi né del secolo passato, ma provienente – chissà – dall’antichità della Magna Grecia…più o meno dai tempi di Alcibiade… anzi da molto prima. Ho compiuto studi in prevalenza classici ma fui essenzialment autodidatta, dato che la vera cultura opera attraverso lo spirito critico, mette un po’ tutto in discussione, a partire da se stessi”. Egli ha posto l’accento su una visione di-viaggio iniziatico-poetico al ‘futuro anteriore, anzi remoto’; in quest’ottica Giulini ha girato numerosi video legati al fenomeno della poesia incarnata, alla funzione filosofica d’una poesia-panteista, in senso quindi esistenzial-cosmopolita”.

Ha partecipato a varie mostre di “fotopoesia” (una all’Arengario di Milano), è inserito in un libro di fotopoesia pubblicato a suo tempo da A.G.V.-gruppo Mondadori. Con la poesia “San Sebastiano” ovvero il “Sé-bastian contrario” ebbe il 1° premio al Borgo degli Artisti, Milano. – Frequentò per diversi anni un uomo dalla cultura eccezionale come Nico N., cugino di Pasolini, quando costui lavorava per la sezione/poesia alla Longanesi. Strinse pure amicizia col pittor Mozartius che era appena tornato da anni di viaggi in India e in Australia: “Era un miscuglio tra un antico sacerdote druida, un post-moderno Bukowski italico, ed Obelix il compagno di Asterix”. – Fece inoltre amicizia col pianista marsigliese Jaques Bonto (Chopin, Scarlatti…) che abitava proprio di fronte al Conservatorio di Milano, e – scrive Giulini: “Sembrava anche nelle fattezze un pro-nipotino di Oscar Wilde; quando poi se ne andò ad abitare a Parigi, mi lasciò tra le braccia di due signore: una, la madame Claude, intellettuale&avventuriera parigina sposata ad un giornalista milanese che lei si compiaceva di cornificare; e l’altra, la sua collaboratrice domestica, che dipingeva gatti, o piccoli preti impiccati in un’ottica sadico-lunare; mentre lui, il concertista del Notturno, sembrava proprio voler scomparire dalla faccia della terra, cosa che poi vertiginosamente avvenne (probabilmente morendo di aids, dato che amava prendere in bocca i falli notturni di qualsiasi sconosciuto capitasse a tiro, abbassando semplicemente il finestrino della sua auto, e senza nemmeno sentire il bisogno di guardarli in faccia)…”

#Giulini oltretutto appassionato di archeo-astronomia, vive da molti anni solitario…

Suoi “poemetti psicomaterici” sono stati esposti in varie mostre. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie “Il Sole della Mezzanotte” (Rebellato ed.), “La Parola mai detta” (Roma, Gabrieli), “Poetico scanner” (ed. Atman, Piemonte), e “Poesie del miglior delirio”. L’editore Gabrieli ha scritto di Alberto G.: “Le sue idee, il profilo della sua anima non andranno mai perdute…per l’impegno sincero d’amore è divenuto già parte integrante di quel patrimonio spirituale che si chiama civiltà dell’uomo”. – Sia Dino Buzzati che Alberto Bevilacqua gli consigliarono di continuare a scrivere perché: “lei sì che può lavorare bene”. – Camilla Cederna a proposito di un verso del Giulini sui disadattàti visti come grifoni, gli scrisse: “ <Grifoni derisi> mi ha incantata”. – E’ stato anche amico di numerosi fotografi (da P Barbieri ad Angelo Frontoni); anche la bellezza del suo non comune viso non è mai passata inosservata da parte di tantissime persone d’ogni età e d’ambo i sessi.. – Un dirigente editoriale fine anni ’80 (tale Porzius) gli disse: “Lei potrebbe anche essere Rimbaud, ma anche in quel caso dovrebbe fare pur sempre la gavetta!”. – E’ altresì autore di numerosissimi aforismi&critiche varie, secondo una particolare filosofia della poesia, ora inserite in diversi web-siti. – Convinto della forza rivoluzionaria della poesia, egli si ritiene “una particella aliena di poesia incarnata (o cmq non ancora disincarnata)”. Una  sua breve “creatura” tra le tante, è la seguente:

(A colei ritenuta sul web la ‘pazza’ venexiana del carnasciàle):

Che bei fiori pallidamente rossi / ma tutt’altro che esangui / il senso dei semi…dei seni ricomposti / scomposti semidei cadono in gocce e / gocce dall’acquarello amoroso…

 

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età dell’Oro

poesiaincarnata

Sono felice che uno bravo come Nesi sia riuscito (anche) a tradurre una specie di divinità “precolombiana” come Foster Wallace (Infinite Jest), Dell’età dell’oro (il romanzo pratese di Nesi) non me ne intendo, semplicemente perché non m’è capitato ancora di leggerlo…Quindi (purtroppo) pensando ad un’altra età dell’Oro…ora sto andando fuori-tema.

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Piccioni

I piccioni si muovono anfetaminici

e mi chiedo, Dio mio, la vita e la morte

come ci prendono per il chiappo…

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