Ma no, làsam pure un titul qualsiasi…

Non fremo, scrive un mio amico più noto di me, se tra poco sarò morto perché sono 1malato(praticamente ‘incurabile’ in parole povere ossia semplici) mi ritrovo pressoché indifferente, tuttavia non ho mai avuto il coraggio di suicidarmi come per es. è riuscito a fare quel tale Gianni-di-Trento, o il russo Esenin o Pavese che gli angeli-diavolanti di Giliola nel Trentin se li portino… Chi è il postino de la muerte oggi? Ossia un Postino che no sia più quello di Neruda-nel Troisi film. Non certo Sylvia Plath che dicono si sia ficcata perfino la testa nel forno… Intanto il mio gatto-bambolini sa quel che vuole: manzo e cuore fino all’eternità. Non mi avventuro ora(a guardare) donna-avventura chè sono delle stronzette sponsorizzare muy-soft, ma guai…Mi sono rotto il cazzo come e più di Cèline anche perché sto sopravvivendo come un mezzo derelitto-ebbro quasi un secolo dopo, ma ripeto  nn potrei mai impiccarmi come i due americani: lo chef dei viaggi negli Emirati ecc. e lo scrittore D di culto (continui qualcun altro, magari quella ragazza che esclusivamente “per lavoro” pretende  di dedicarsi alla cul-tura, beh ora ho un po’ arcibevuto), ecco un’autodafé alla Canetti (nn sarò mai più come lui cioè un p. Nobel)

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Un certo linguaggio

(Dicono che la poesia sarebbe tutt’ora,  e soprattutto ora – una specie-estinta di linguaggio degli dèi, infatti): “Alla faccia dei giornalisti-tv ultrapresenzialisti-del cazzo“:

Ma perché faccio sempre buchi nelle calze?

Le ho comprate al mercato dei piedi

uguali in apparenza…

 

 

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(antichi) ionici

Alcuni ionici

con gli occhi dei Tuareg

bevevano il vino degli dèi.

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Ho risposto sul web ad una (commentatrice)

…Ci vuole sempre un bel po’ di tempo, e qualora per destino ciò magari avvenga, affinché il nuovo ri-emerga(da un futuro che più che anteriore mi pare proprio&decisionalmente remoto): infatti, per forza di cose&tempi&luoghi, appare hodie=oggidi’ sommerso e perciò-stesso under-ground… Per ora, a me vengono ‘solo’ in mente delle idee un po’ stram-palate, caotiche, probabilmente a causa d’un senso che provo generico di saturazione, ete-bete anche un po’ èbete o silfidi cresciute sotto gli abeti ecc…, forse al limite della follia (per questo mi piace cosi’ tanto ‘come’ scriveva Alda Merini)… Certe volte mi butto fuori un attimo sul web, poi quasi sempre mi elimino o privatizzo i pensieri (mi vergogno sempre un po’ forse mi rendo conto d’avere espresso delle assurdità, cmq non dovrebbe esserci nulla di male, magari anche a cercare di sopravvivere…aspettando un Godot).

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Destino

Non è tutto scritto
nelle linee della mano
ci sono linee che sfuggono
vanno oltre
le linee mortali che stanno
impresse nella nostra carne

linee immateriali
che rasentano l’antimateria
Qualcosa dietro
i pianeti conosciuti,
il cui nesso remoto
da troppo tempo
abbiamo scordato e quindi perduto.

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Testimonianza

Non ostante troppa gente
sia sempre schiava
del Vitello d’oro, sia pure in epoca
di Kalj-Yuga arcistagnante
(eguale all’ipertechno del Ferro Arrugginito),
Proprio perciò mi fo’ garante:
ossia rendo TESTIMONIANZA
alle ùfiche creature.

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3,

Nel penultimo decennio del secolo passato, il cugino di Pasolini, #Domenico Naldini# (nato nel ’29), che allora lavorava vicino a Porta Venezia in Milano presso l’ed. Longanesi, mi regalò una copia di un suo libriccino di liriche friulane con traduzione italiana: “Un vento smarrito e gentile” (stampato da: All’Insegna del Pesce d’Oro- -by Scheiwiller), con una bella dedica al sottoscritto – che ricordava il ‘grido’ struggente degli antichi provenzali “Ab lohin”(Da lontano)… Nb.: Preferirei solo cambiare una parola che secondo me lui ha usato un po’ impropriamente nel contesto: insomma ‘correggerei’ <gradini della notte> con un più appropriato <giardini della notte>. Per altro mi scuso e men vo'(a dormire appunto)nella notte… Tale poesia è curiosa poi in quanto lui, che di solito parla di fanciulli “alla S. Penna”, qui scrive en-passant di fanciulle…

<E i pipistrelli su e giù
Volano viziosi
nel velluto della notte tiepida>.
 #Domenico Naldini#

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