Ho chiesto che mi venisse eliminato da “Poesie Report” il mio brevissimo articolo “DONAZIONI? E’ un peccato che tu non abbia un bottone – non per donare qualcosa (che già s/offro autentica poesia e non è certo poco) – ma per farti donare qualcosa – dato che alcuni mi scrivono: “Vorrei sicuramente donare a questo tuo fantastico blog” (s’intende “L’inquieto risveglio” – L’ho composto grazie a Tiscali e WordPress… – Carmina non dant panem? ma almeno mi leggono in tutto il mondo).” Sto studiando un po’ l’Angeleri: “Riassumerei così tre punti fondamentali per la fondazione della nuova fisica: a) Principio di sovrapposizione degli stati. Nel mondo microscopico, stati differenti e inconciliabili…”

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Sarò di nuovo

Misero me, che sarò di nuovo – mio malgrado –
profeta di sventure! Di quale Oro parlavo?
Sarà che rimasi tutto il Tempo (un tempo
interminabile, dunque) ad ascoltare – a
meditare – i canti di Eliot come quelli di Omero,
di Valerio Catullus come di altri (alieni)
quali Sandro Penna…

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mai-eu-tica

Poesia alleviatrice di dolori,

levatrice di nuove forme di vita…

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87.

Bisogna avere nella propria carne
umiltà di cuore, una buona dose
di coraggio astrale – per farci accettare così

da una sorta di magia naturale.

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Come un

Come un ragazzo è lei, corta

di pelo, di crine e di vestito,

corre verso la luna –

opalescente, iridescente –

sempre cangiante e irriverente

nei colori dell’iride.

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Due tristezze e più..

Ho fatto una clàmide
della mia tristezza:

ho tagliato e ricucito
un antico corto mantello
sopra la tunica
della mia primieva tristezza;

oblunghe foglie di fico
cadono dal centro
d’un piccolo terreno
ad ombreggiare la nostra
atavica tristezza

come scavata con le unghie
nel volto che traspare da un legno.

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Sconto

Sconto due volte eppur dugento..

la dolce, empia illusione

di sentirmi a volte grand’uomo – quasi

sempre solitario – senza rimpianto.

Scruto dentro il destino: vorrei (ma non posso)

essere un modesto poetino – com’è in realtà

il mio vecchio amico spoletino, che

riesce però a volte – a risultare (pur col poco 

che in cucina rimane) un cuoco sopraffino.

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